
Anno nuovo, rifiuti vecchi…
Il 2017 si prospetta come un anno di sanzioni per l’Italia. Da tempo, infatti, la Commissione UE ha deferito molte delle nostre città per il loro inadeguato sistema fognario. Da Settentrione a Meridione, gli impianti installati dalle varie amministrazioni comunali sembrano non rispettare le norme europee sulla raccolta e la trasformazione delle acque reflue. Il recidivo deferimento a cui è sottoposto il nostro Paese rischia di condurci ad un nuovo rinvio di fronte alla Corte di Giustizia Europea con conseguenti multe per i prossimi dodici mesi. L’accusa è, sostanzialmente, quella di contravvenire alle direttive del 1991 riguardanti il completo rispetto di ogni comunità nel trattamento dei rifiuti liquidi e organici.
Sono un migliaio le località finite sotto la lente d’ingrandimento. Oltre alle più blasonate mete turistiche, gli ispettori hanno puntato i riflettori su una vasta area della Penisola. Sicilia, Campania, Calabria e Lombardia rappresentano i due terzi della “macchia” soggetta a possibili multe. Da Cefalù a Trieste, da Courmayeur a Napoli, da Roma a Pisa, troppe le mancanze denunciate nello smistamento delle acque di fogna. L’unica Regione immune a qualsivoglia infrazione è il Molise, non tanto per un corretto funzionamento del meccanismo di riciclo, quanto per l’errata abitudine di scaricare gli eccessi nelle discariche di Puglia e Abruzzo.
Nonostante i continui moniti lanciati da Bruxelles, la situazione sembra esserci sfuggita di mano, considerando che, ad esempio, dal 2014 ad oggi, l’ammenda per gli allestimenti fuorilegge in Campania è salita a quasi 140milioni di euro. Non solo, nel luglio 2015 è stato stabilito che l’Italia sarebbe andata incontro ad una penale di 120mila euro giornalieri, fino a quando non dimostrerà la totale efficienza del proprio sistema ciclico di gestione dei rifiuti.
A fronte di un’evoluta attenzione alle risorse naturali della nostra terra diventa, quindi, è quanto mai necessario comprendere appieno l’interconnessione tra il progresso economico di una società civile e l’adempienza che un agglomerato urbano deve mostrare nei confronti, pensate un po’, della propria spazzatura, pattume da rendere “inoffensivo”, proficuo e fecondo!























